Roma 7 dic. (AdnKronos) – “Segui soldi e blocchi l’Isis”. Per questo, per il M5S, “è fondamentale bloccare l’export di armi”, e far venir meno “accordi politici ed economici con paesi in odor di collaborazione con il terrorismo, in primis la Turchia”. Lo dice all’Adnkronos Manlio Di Stefano, deputato M5S in commissione Affari esteri, che spiega come, se i 5 Stelle fossero al governo, chiederebbero “l’inclusione ai tavoli di lavoro internazionali dei presidenti in carica come Assad, nonché della Lega araba e di quella africana. A Vienna a decidere del destino della Siria non c’era Assad, un paradosso: bisogna superare il terrorismo e poi pensare alle sorti” del presidente siriano.
In Libia, invece, “c’è da mettere al tavolo le tribù, oggi ve ne sono centinaia che non si riconoscono nell’identità statutaria. Si può interrompere la guerra civile oggi, ma a queste condizioni è inevitabile che poi riparta. Si deve arrivare ad un armistizio voluto da tutti”. Il M5S “è contro ogni tipo di intervento, anche logistico”. Da questo punto di vista i grillini sembrano in linea con il premier Matteo Renzi, che tuttavia criticano a muso duro: “la cosa ridicola – dice Di Stefano – è che Renzi assicura di non voler inseguire gli States negli interventi, mentre l’Italia continua a vendere armi”.