Roma, 5 dic. (AdnKronos) – Tesserati in calo, sezioni poco frequentate o, nel caso delle forze politiche di recente formazione, mai aperte. Rinascerà la forma partito come l’abbiamo conosciuta nel Novecento oppure occorre non solo immaginare ma realizzare una ‘ditta 2.0′?
“I partiti nella loro fase aurea, che è durata fino agli anni Sessanta e Settanta -sottolinea all’Adnkronos lo storico Giovanni Sabbatucci- hanno avuto una funzione importante, per la trasmissione delle istanze della base ai vertici e viceversa, per svolgere anche un’opera di educazione politica. Poi è iniziata la fase di decadimento, si sono trasformati in macchine per piazzare le persone che interessava avere nei luoghi giusti”.
“E’ impensabile che possa rinascere la vecchia forma partito, con le sezioni, le gerarchie solide e visibili, nello stesso tempo però non si può pensare di affidare tutto al rapporto diretto tra leader e base. C’è tutto uno spazio intermedio da riempire che altrimenti rischia di rimanere desertificato, che va colmato studiando forme di partecipazione nuova, non affidate solo alla rete, che consentano il dibattito e la discussione”