AREZZO – Caro Alfio, è un piacere discutere e dialogare con un avversario politico degno del massimo rispetto per la coerenza e la determinazione con le quali porta avanti le sue posizioni. Lo faccio con un pizzico di rimpianto: se tu fossi presente in Consiglio Comunale, sono certo che alcuni temi, oggetto della doverosa attenzione dell’opposizione, non sarebbero stati nemmeno all’ordine del giorno.
Vorrei, comunque, tranquillizzarti sul fatto che l’opposizione sta facendo al meglio il suo lavoro in un contesto, soprattutto mediatico, non facile. Abbiamo e stiamo lavorando in modo chiaro, costante e coerente. Ed è grazie soprattutto all’azione e all’intelligenza dei nuovi media che oggi possiamo fare emergere, più che nel passato, il senso e il valore del nostro fare opposizione. I primi passi, in questo mandato, non sono stati facile in considerazione della conclusione traumatica della precedente consiliatura e, personalmente, ho preferito attendere la conclusione delle vicende che mi hanno marginalmente sfiorato, prima di tornare sulla scena politica locale in modo completo.
Tra gli elementi che stiamo sottolineando c’è anche l’ipocrisia delle amministrazioni di centro sinistra, compresa quella di Arezzo, che si nasconde dietro il dito del Patto di Stabilità minacciando riduzione di servizi essenziali per i cittadini. Mentre ritengo giusta un’apertura del Governo sul fronte degli investimenti, sono assolutamente convinto che un Comune dovrebbe preliminarmente contenere e razionalizzare la spesa corrente: da quella destinata a mostre inutili alle convenzioni. Una volta razionalizzata la spesa, può scattare il diritto di contestare il Patto di Stabilità.
Infine il trasformismo. E’ un fenomeno “storico” che interessa, e da sempre, tutti i partiti. Ognuno si comporta e reagisce secondo coscienza. Nel caso aretino mi sento di sottolineare due elementi. Il primo è di carattere generale e cioè che ad Arezzo il “trasformismo” è generato dalla stessa maggioranza e cioè dalla sua progressiva frantumazione. Il secondo è di natura personale: vivo, anche sul piano politico, di coerenza. Ho purtroppo avuto occasioni e tentazioni di sbattere la porta ma non ho mai tradito gli elettori (sono tra i consiglieri più votati) che mi hanno dato la fiducia. Non l’ho fatto e non lo farò. La politica senza etica e coerenza non è politica ma un’altra cosa.