(AdnKronos) – Per il presidente della Cia, tra i settori che, in una fase di particolare difficoltà e di incertezza come quella che stanno vivendo, meritano attenzione e necessitano di sostegno “c’è sicuramente il lattiero caseario, che lotta con prezzi alla stalla non remunerativi e prospettive reddituali tutte da valutare dopo trent’anni di sistema delle quote, nonché la zootecnia da carne, con la forte dipendenza dall’estero dei ristalli e una filiera che sconta limiti organizzativi e scarsa modernità”.
Poi, aggiunge Scanavino, “c’è l’ortofrutta, che è stata oggetto delle restrizioni imposte dalla Russia, e l’olio d’oliva alle prese non solo con la Xylella, ma anche con l’aumento esponenziale dell’import dalla Tunisia, che rischia ora di peggiorare con la concessione decisa dalla Commissione Ue di un ulteriore incremento temporaneo a dazio zero dal paese africano verso l’Europa di 35 mila tonnellate fino al 2017”.
Solo se sarà adottato al più presto un quadro organico di misure realmente a favore del settore, conclude Scanavino, “l’agroalimentare potrà continuare a fornire un prezioso contributo alla crescita dell’economia nazionale ed essere la principale voce del Made in Italy nel mondo”.