(AdnKronos) – (Adnkronos) – All’evento, coordinato dal portoghese Francisco De Calheiros, sono intervenuti esperti di politiche culturali provenienti da tutta Europa, per condividere best practices di creatività culturale attive nel Vecchio Continente. “La cultura ci rende liberi, ci trasforma da sudditi in cittadini e noi vogliamo essere cittadini d’Europa e non solo clienti succubi di una banca e delle sue politiche monetarie”, ha sottolineato Ciambetti, “perché l’Europa è molto di più che una banca, è molto di più di una moneta. Nessuno pensa che gli Stati Uniti d’America siano il Dollaro, la Russia il Rublo o la Cina lo Yuan. Noi non siamo l’Euro. Noi siamo storia, tradizioni, cultura”.
Il tema del convegno internazionale veneziano era “Industrie culturali e creative: opportunità di finanziamento nel quadro dei programmi europei” e il presidente dell’assemblea veneta è entrato in uno degli aspetti delicati della programmazione culturale italiana: “Purtroppo l’Italia è il Paese che investe meno in cultura in Europa: meno dello 0,6 % del Pil. Sono numeri incresciosi che vengono confermati se analizziamo la spesa privata, quanto i nostri concittadini e le famiglie spendono per la cultura: siamo al 7,2%, del reddito, nettamente inferiore rispetto alla media europea (8,9%)”.