(AdnKronos) – Nella prima fase, quella di riassicurazione, un sistema nazionale di garanzia potrà accedere ai fondi Edis soltanto dopo aver esaurito tutte le risorse proprie. L’Edis erogherà finanziamenti supplementari a un sistema nazionale, ma solo fino a un determinato livello. La prima fase dovrebbe anche allentare il legame fra le banche e i rispettivi emittenti sovrani nazionali.
Nel 2020, al termine dei tre anni della fase di riassicurazione, l’Edis diventerà un sistema a mutualizzazione progressiva, o coassicurazione, ancora soggetto a limitazioni e salvaguardie contro gli abusi. In questa seconda fase un sistema nazionale non sarà tenuto a esaurire i propri fondi prima di poter accedere a Edis, i cui fondi saranno disponibili per coprire una parte dei costi dal momento in cui i titolari di depositi bancari devono essere rimborsati. La quota iniziale del contributo dello schema europeo sarà del 20%, per poi aumentare nell’arco di quattro anni.
La quota dei rischi assunti dall’Edis, si spiega dall’esecutivo di Bruxelles, aumenterà gradualmente per arrivare al 100% nel 2024, terza fase, detta di ‘riassicurazione totale’, quando i fondi dello schema europeo assicureranno integralmente i sistemi nazionali. Nello stesso anno terminerà anche la graduale introduzione del Fondo di risoluzione unico e dei requisiti della direttiva vigente sui sistemi nazionali.