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Marea nera, malori tra i pescatori chiamati a pulire le acque

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Marea nera, malori tra i pescatori chiamati a pulire le acque

WASHINGTON – Cresce l'allarme sicurezza nelle regioni costiere del Golfo del Messico dopo che alcuni pescatori assunti dalla British Petroleum per ripulire le acque dalla marea nera hanno accusato una serie di malori in seguito all'esposizione al greggio e ai solventi chimici. I pescatori, che secondo quanto dichiarato dal 'Los Angeles Times' hanno riportato forti mal di testa, vertigini, nausea e difficoltà respiratorie, si sono mobilitati affinché il governo federale disponga l'apertura di cliniche mobili nelle aree rurali per il trattamento dei danni da inalazione o contatto con petrolio.
Il deputato Charlie Melancon, democratico della Louisiana che ha accettato di mettersi a capo della battaglia dei pescatori, ha inviato una lettera al ministro della Sanità e i Servizi Umani Kathleen Sebelius, chiedendo che il Dipartimento si metta in moto per assicurare un adeguato trattamento sanitario nelle regioni colpite, su tutte quella di Plaquemines, dove la maggior parte di questi pescatori risiede. Melancon ha spiegato che il finanziamento delle cliniche dovrebbe arrivare dalla Bp, che ha già ricevuto una richiesta di contributi alla quale però non è ancora stata data risposta.
George Jackson, uno dei pescatori colpiti da malori, ha rivelato al 'LA Times' che la Bp non ha messo a disposizione dei dipendenti un equipaggiamento di protezione adeguato. "Non indossavamo guanti", ha dichiarato Jackson, spiegando che le operazioni di bonifica venivano effettuate indossando soltanto stivali di pelle e un normale abbigliamento.
Nonostante i dipartimenti per la Qualità Ambientale e per la Sanità della Louisiana abbiano esortato gli addetti alle operazioni di depurazione del Golfo a "evitare il contatto con la pelle, l'inalazione o l'ingestione delle sostanze fuoriuscite dal pozzo" usando un equipaggiamento adeguato, e la stessa Agenzia federale per la Protezione Ambientale abbia ripetuto fin dal 20 aprile che il greggio fuoriuscito è nocivo per la salute di uomini e animali, ancora ieri la Bp faceva sapere di non aver ricevuto alcuna notizia di malori tra i suoi dipendenti.
Il portavoce della Bp Graham McEwen ha dichiarato che le aree in cui i pescatori vengono impiegati presentano livelli di tossicità al di sotto degli standard di sicurezza stabiliti dal governo. Il timore di molti esperti, tuttavia, è che tanti pescatori si rifiutino di denunciare i loro problemi di salute perché dopo la chiusura delle attività di pesca l'impiego nelle operazioni di pulizia rappresenta per loro l'unica fonte di sostentamento.
Il presidente americano Barack Obama si recherà venerdì nell'area del disastro. L'annuncio della visita in Louisiana giunge sull'onda delle crescenti critiche e pressioni verso il presidente, anche da parte dei democratici, perché assuma un ruolo di primo piano nella gestione della crisi.
Obama si è recato una sola volta, per una breve visita, nell'area del disastro, dove invece sono andati più volte il segretario agli Interni Ken Salazar e quello per la Sicurezza Interna Janet Napolitano. Secondo il 'Washington Post', la prossima visita di Obama è il segnale che la crisi in corso da cinque settimane "ha superato una nuova soglia e richiede una dimostrazione di attenzione da parte dello stesso presidente".
Di fronte a una marea nera che continua a rimanere fuori controllo e minaccia le coste di Louisiana, Florida, Mississippi e Alabama, l'opinione pubblica è sempre più critica verso l'amministrazione di Washington. Secondo un sondaggio diffuso ieri dal Pew Research Center for the People and the Press, il 26% degli americani ritiene scarsa la risposta del governo e il 31% la considera "media". Solo un altro 31% parla di risposta "buona" o "eccellente".
Lo storico delle presidenze americane Douglas Brinkley, che ricorda l'immagine di George Bush con i pompieri dopo l'11 settembre, nota che a mancare è stata finora la sensazione che Obama abbia preso la guida dello sforzo contro la marea nera. Molto critico è anche l'esponente democratico della Louisiana James Carville. Al posto di Obama, ha commentato recentemente, "Franklin Roosevelt sarebbe sceso dalla sua sedia a rotelle e si sarebbe precipitato".

Articlolo scritto da: Adnkronos