(Adnkronos) – È’ dunque evidente che “da questo punto di vista, siamo dentro a ciò che è normale che accada nella dinamica del mercato del lavoro, dove ci sono le assunzioni e ci sono i licenziamenti” sottolinea Poletti.
“D’altra parte – dice anche – l’idea che un’impresa tenga al lavoro le persone anche se non ha lavoro è un’idea che cozza contro la logica. Abbiamo visto aziende che hanno cercato di resistere e non hanno licenziato 10 persone, ma poi hanno chiuso e ne hanno licenziate 100. Credo sia più saggio ragionare in termini di riorganizzazioni, ristrutturazioni e rilancio delle imprese, piuttosto che alzar le mani, non prendersi la responsabilità di dire ‘abbiamo 10 posti di lavoro in meno’ e poi ottenere l’esito che alla fine se ne licenziano 100 chiudendo l’azienda”.
In definitiva, “bisogna prendersi la responsabilità di fare le cose che servono perché le aziende continuino a lavorare. Altrimenti, dire ‘è colpa della crisi, chiudiamo’, è molto più semplice e uno si salva l’anima, ma non si salvano i posti di lavoro”.