Roma, 15 nov. (AdnKronos) – “Siamo in guerra. Tutti, non solo i francesi. Siamo in guerra noi che crediamo nei valori europei di libertà e tolleranza”, e questa guerra “per vincerla davvero, dobbiamo combatterla senza mai derogare a quei valori per i quali siamo sotto attacco. Stravolgere i nostri modelli di vita, comprimere le nostre libertà, soffocare i principi delle nostre democrazie europee vorrebbe dire darla vinta ai terroristi”. Lo afferma l’ex premier Enrico Letta, in un intervento pubblicato oggi sulla Stampa.
“Venerdì notte il terrore è stato portato in uno stadio, in un concerto, nei ristoranti – scrive l’ex presidente del Consiglio, che proprio a Parigi si è trasferito e ora vive – I luoghi della vita normale, condotta da persone normali”. Letta invita a non chiamarli “Stato Islamico”: “Sono dei terroristi fanatici che usano quel marchio così efficace per fare adepti”. Per Letta “siamo tutti, noi e i rifugiati, obiettivi e vittime dei terroristi. Rifugiati che proprio dai terroristi sono scappati senza che noi occidentali potessimo o volessimo aiutarli a difendersi a casa loro”.
“I Paesi europei hanno difeso le loro prerogative nazionali in materia di intelligence, di sicurezza e di difesa. Non hanno voluto rafforzare la dimensione europea in questo campo – osserva l’ex premier – Come pensare di essere davvero più sicuri senza una reale integrazione dei sistemi di sicurezza preventiva, e come pensare di vincere questa guerra senza una capacità complessiva coordinata a livello europeo di contrastare i fenomeni terroristici? Oggi questa capacità non c’è. I sistemi sono rimasti troppo nazionali, mentre i terroristi usano tutti i più moderni e integrati meccanismi per attaccarci”.