Bruxelles, 13 nov. – (AdnKronos) – I Paesi europei stanno adottando misure “molto preoccupanti” per il controllo delle migrazioni, che “non lasciano molto spazio all’ottimismo”. E’ quanto scrive Nils Muiznieks, commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa. In particolare la Germania ha “inasprito le proprie posizioni” e chiesto che il regolamento di Dublino fosse applicato nuovamente per i rifugiati siriani, un “passo deplorevole”.
Inoltre per Muiznieks “le barriere e i controlli alle frontiere si stanno diffondendo sempre di più” in Europa. Dopo Ungheria e Slovenia, anche Austria, Germania e Svezia hanno reintrodotto i controlli ai confini. Il commissario per i Diritti umani dell’istituzione di Strasburgo riconosce che “il fenomeno migratorio è sicuramente complesso da affrontare, ma gli Stati Ue non dovrebbero usare queste difficoltà come una scusa per evitare l’obbligo di proteggere chi fugge dalla guerra e dalle persecuzioni”.
In particolare “dovrebbe essere evitata la tentazione di affidare i controlli dei confini a Paesi terzi con indici dubbi sul rispetto dei diritti umani e dovrebbe essere sostituita da accordi di cooperazione che rispettino veramente i diritti umani”. Infine, conclude, dovrebbero essere aumentati i canali per l’immigrazione legale e per l’asilo, rafforzando al tempo stesso le operazioni per il salvataggio di persone in difficoltà nel mar Mediterraneo.