Milano, 7 nov. (AdnKronos) – Chissà se Francesco Maglia, l’apprendista bresciano che nel 1876 si trasferisce a Milano e fonda la sua storica bottega, avrebbe mai immaginato che i suoi elegantissimi ombrelli, dopo cinque generazioni, potessero diventare un must negli Emirati arabi. E non ci crederebbero neanche Valentino Mazzoleni, mastro artigiano del guanto, oppure Giovanni Panizza, che con i suoi cappelli è passato attraverso due guerre mondiali. Eppure, c’è una start up, Finaest, fondata due anni fa, che ha puntato proprio sui prodotti storici del lusso Made in Italy per raggiungere i mercati extraeuropei.
Il suo ideatore è Luca Gianmaria Catalano, 32 anni, torinese. La sua creatura, valutata a oggi poco più di un milione di euro, è un sito di e-commerce, al pari del noto Yoox-Net-a-Porter se non fosse per l’idea molto originale di mescolare brand di boutique del passato che hanno resistito alla globalizzazione a marchi di designer emergenti. Il loro requisito fondamentale è l’italianità: tutti i prodotti della sua bottega 2.0 devono essere rigorosamente Made in Italy. “Il mio esempio – racconta Catalano all’Adnkronos – è stato Oscar Farinetti, piemontese come me. Mi sono detto: se lui ci è riuscito con la gastronomia italiana perché non si può fare anche con le eccellenze artigiane?”.