(AdnKronos) – Non si fa attendere la replica di de Puyfontaine a Richard: “noi sappiamo chi fa industria. Vivendi è l’azionista al 20,3% di Telecom Italia e siamo azionisti sul lungo termine. Abbiamo un progetto strategico e una visione condivisa con le Autorità italiane che prevede la realizzazione delle autostrade italiane, le infrastrutture in banda ultralarga”.
La strada di Orange, sottolinea Richard nel corso del suo intervento, non passerà “per forza” dall’Italia: “quello che ci importa è l’industria tlc europea: dove sta attualmente, dove sta andando e quale sarà il posto di Orange in quel paesaggio. L’industria tlc in Europa è frammentata. Abbiamo, su un territorio fatto di 28 paesi e circa 510 milioni di consumatori, oltre 100 operatori fissi e mobili mentre negli Usa ci sono 4 operatori, tra cui due che rappresentano l’80% del mercato, in Cina tre, in Giappone 3… Nessuno può pensare che la situazione attuale nel settore in Europa è durevole. Bisogna avere in Europa operatori sufficientemente forti per consentire di fare gli investimenti necessari negli anni a venire”.
Attualmente, osserva Richard, in Europa “c’è un movimento di consolidamento in atto. Gli operatori della telefonia mobile passano da cinque a tre. E ora non è più pensabile un operatore in Europa che non faccia sia mobilie che fisso. Orange vuole essere un attore di riferimento, uno dei due o tre operatori in Europa”.