(AdnKronos) – (Adnkronos) – Dallo studio di Intesa Sanpaolo è emerso che nella prima decade del 2000, il periodo che ha proceduto la fase di turbolenza politica che da alcuni anni sta interessando il Medio Oriente in generale ed il Nord Africa in particolare, Egitto, Marocco e Tunisia hanno avviato riforme che hanno sostenuto lo sviluppo del manifatturiero e dei servizi, rafforzato la dotazione di infrastrutture e migliorato le condizioni di competitività e di sviluppo degli affari. Il processo di riforma, che si è interrotto nella lunga fase della transizione, è ripreso di recente con la stabilizzazione del quadro politico.
Questi paesi hanno raggiunto un buon grado di sviluppo nei servizi, nelle infrastrutture e nel settore manifatturiero. Si tratta in generale di industrie di trasformazione legate al settore primario e di produzioni ad alta intensità di lavoro e a medio-basso contenuto tecnologico. Gli scambi commerciali dell’Italia con Egitto, Marocco e Tunisia ammontavano a 10,5 miliardi di euro nel 2014 (6,2 mld esportazioni, 4,3 mld importazioni). Le imprese italiane esportano verso questi paesi soprattutto macchinari mentre importano prodotti del tessile abbigliamento e minerali.
L’export del Veneto nel Nord Africa ha raggiunto il livello di 1,261 miliardi di euro nel 2014 (la quarta regione italiana per export verso questa area, dopo Lombardia, Sicilia e Liguria). Un terzo dell’export del Veneto riguarda la meccanica, e circa il 10% ognuno l’elettronica, i prodotti in metallo, l’abbigliamento- calzature e i filati-tessuti. Oltre il 56% delle importazioni del Veneto è rappresentato da prodotti del sistema moda.