(AdnKronos) – Alfano spiega che gli obiettivi del Viminale erano proprio questi due: che l’Esposizione universale fosse “mafia free” e che l’evento si svolgesse in sicurezza. “Sulla mafia free – dice – ci siamo: ha comportato un grande lavoro” e cioè “far sì che l’Expo fosse un grande affare per Milano e per l’Italia, ma non per i mafiosi e la criminalità organizzata”.
Nell’ambito del convegno ‘Trasparenza e competenze. Un investimento per la legalità e lo sviluppo’, organizzato proprio a Expo dalla Polizia di Stato, il ministro ricorda le “oltre 100 interdittive, accesso ai cantieri e controlli” grazie ai quali si è “riusciti in un lavoro di prevenzione che ha fatto sì che non ci fossero infiltrazioni criminali. Questo – rivendica Alfano – è un risultato in un Paese che spesso ha confuso gli affari per la collettività con quelli dei boss e dei privati”.
Alfano parla, inoltre, di un “lavoro da cornacchia che alcuni organi di informazione e alcuni soggetti politici e istituzionali fanno per mestiere”. A proposito della sicurezza, invece, il ministro è convinto di poter raggiungere l’obiettivo anche se bisogna aspettare ancora poco più di una settimana. Per ora è necessario “incrociare le dita e lavorare pancia a terra”, conclude.