(AdnKronos) – Anzi, “credo che ci sia a palazzo Chigi chi evochi ad arte lo spettro della scissione, della conta per non discutere nel merito. Per non discutere del fatto che siamo di fronte a una manovra restrittiva e non lo dico io, ma ‘insospettabili’ come Alesina e Giavazzi… Ma ormai in Parlamento non si discute mai di nulla. Con l’arrivo dei verdiniani poi, la maggioranza è liscia e ogni discussione è azzerata”.
Mineo racconta di aver scritto una lettera al presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda, dopo il voto finale sulle riforme. “Sono stato contestato in aula e ho chiesto un confronto. Ma non ho avuto una risposta esaustiva. Il mio dissenso è chiaro ma le mie scelte sono molto più vicine al mandato degli elettori nel 2013, di quelle Renzi”. Ma se il Pd di Renzi è ormai un’altra cosa, Mineo resta o se ne va? “Io non sono un saltafossi”.