Roma, 22 ott. (Labitalia) – A settembre 2015, su base annua, si rileva una contenuta flessione sia per l’export (-2,2%) sia per l’import (-1,6%). Lo comunica l’Istat. Sempre a settembre entrambi i flussi commerciali con i paesi extra-Ue presentano un incremento congiunturale, più marcato per le esportazioni (+5,2%) che per le importazioni (+1,5%). L’avanzo commerciale è pari a +1,4 miliardi di euro, in lieve riduzione (-105 milioni di euro) rispetto a settembre 2014.
La crescita congiunturale dell’export è trainata dai beni strumentali (+12,1%), in forte recupero rispetto alla marcata flessione registrata nel mese precedente. Segnali positivi vengono anche dai prodotti intermedi (+3,3%) e dai beni di consumo durevoli (+1,2%). L’incremento congiunturale dell’import è diffuso a tutti i pincipali comparti, con l’eccezione dei beni di consumo durevoli (-3,9%). Nell’ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue si conferma tuttavia negativa (-4,2%) ed è particolarmente marcata per l’energia (-21,7%) e i prodotti intermedi (-4,8%). Su base annua, a settembre 2015 si rileva una contenuta flessione sia per l’export (-2,2%) sia per l’import (-1,6%). Al netto dell’energia (-22,9%) le importazioni sono in marcata espansione (+7,3%), precisa l’Istat. Il saldo dall’inizio dell’anno è ampiamente positivo e in forte crescita rispetto all’anno precedente: +21,7 miliardi (+16,1 miliardi nello stesso periodo del 2014). L’interscambio con gli Stati Uniti spiega per circa ¾ l’ampio avanzo commerciale registrato nei primi tre trimestri del 2015. Al netto dei prodotti energetici, l’avanzo commerciale raggiunge +45,0 miliardi (era +47,0 miliardi nel 2014).
A settembre 2015 la flessione tendenziale dell’export è contrastata dalla rilevante crescita verso gli Stati Uniti (+18,2%). Le vendite verso India (+20,5%) e paesi EDA (+8,2%) sono in accelerazione rispetto alla crescita media da inizio anno. Nello stesso mese, prosegue la flessione dell’export verso la Russia (-24,4%), mentre si accentua quella verso la Cina (-9,2%). L’analisi delle quote dell’Italia rispetto al complesso dell’export attivato dai paesi Uem mostra una sostanziale tenuta della competitività dei nostri prodotti sui mercati extra Ue. Nel trimestre maggio-luglio 2015, la quota (14,2%) è in aumento rispetto al trimestre precedente (13,8%) mentre si è di poco ridotta rispetto allo stesso trimestre del 2014 (14,4%).