(AdnKronos) – (Adnkronos) – “I lunghi tempi – prosegue il Presidente dell’assemblea veneta – nascono da mille fattori, da ospedali, presidi, distretti, medici e personale paramedico oberati di lavoro, con ritmi sempre più stressanti: tra il 2013 e il 2014, stando ai dati della Ragioneria Generale dello stato la spesa pubblica per la sanità pro-capite è diminuita di 306,64 dollari, circa 2 miliardi di € in totale tutti derivati dal mancato turn over del personale come deciso dal governo e imposto dalla Riforma Fornero. Se i medici diminuiscono, gli infermieri e i tecnici di laboratorio sono sempre meno, le attese aumenteranno a dismisura: non possiamo chiedere ulteriori sacrifici a chi già oggi accumula ore e ore di straordinario. Faccio notare che nella prossima legge di Stabilità sono previsti altri due miliardi di tagli nella spesa per la Sanità e questo significa che i dati inquietanti elaborati dal Censis sono destinati ad aumentare in maniera drammatica”.
Il presidente Ciambetti ha poi voluto sottolineare l’estrema difficoltà vissuta dalle persone più anziane e dagli ultracinquantenni: “Proprio nel giorno in cui il Censis ha presentato la sua ricerca, l’Istat ci ha detto che il 42,5% dei pensionati italiani, qualcosa come 6,5 milioni di persone, ha un reddito da pensione inferiore ai 1.000 euro ed il 12,1%, ben 1,88 milioni, ha assegni inferiori ai 500 euro, cioè siamo decisamente sotto la soglia di povertà relativa che per una sola persona è pari a 625,15 euro, mentre per una famiglia di due componenti sale a 1.041,91 euro mensili. Quante di queste persone possono pagarsi le spese per una visita specialistica? E se passa l’abominevole proposta del ministro Lorenzin di mettere un giro di vite sulle analisi e gli esami, cosa accadrà alla salute degli italiani?”.