Roma, 18 ott. (AdnKronos) – L’afflusso di rifugiati e di migranti dalla Siria e dall’Iraq in Europa avrà un effetto positivo sull’economia europea: potrebbe determinare, infatti, “un incremento del pil di 0,2-0,3 punti percentuali per il prossimo anno” e incentiverà l’input di manodopera determinando una potenziale crescita della produzione di un ulteriore 0,2%-1,3% in media nel periodo 2015-2023″. E’ quanto sostiene il Credit Suisse in un rapporto intitolato ‘With Arms Wide Open?’ (A braccia aperte?).
Considerare l’elevato numero di migranti come un costo economico, sostiene il rapporto, “sarebbe un errore”. L’effetto dell’ingente afflusso dei migranti e dei rifugiati sulle finanze pubbliche, le pensioni, le caratteristiche demografiche e la potenziale crescita dell’area dell’euro “dovrebbe essere positivo”.
Nei prossimi cinque anni, la migrazione netta, sostiene la banca svizzera, genererà un incremento della popolazione europea di 5 milioni di persone attestandosi a 340 milioni. Questo afflusso dovrebbe contribuire alla crescita economica a breve termine anche perché “poco più della metà delle persone che sono entrate in Germania ha tra i 18 e i 34 anni e poco più dei tre quarti ha l’età minima per lavorare”. Ma non accade solo in Germania. Il fatto che i migranti sono per lo più giovani genera un aumento della popolazione attiva e offre una soluzione alle “preoccupanti dinamiche demografiche e previdenziali” che interessano l’area dell’euro.