Roma, 16 ott. (AdnKronos) – “Il piano di riduzione delle nostre attività, presentato il 5 ottobre, prevede il taglio di 2.900 posti di lavoro che non sono licenziamenti in tronco nella loro grande maggioranza. Abbiamo ancora alcune settimane per riprendere le trattative ed evitare l’entrata in vigore nel 2017 delle misure più pesanti”. Ad affermarlo, in un’intervista a ‘Le Monde’, è il presidente e direttore generale di Air France – Klm, Alexandre de Juniac, in merito alla trattativa in corso con i sindacati di Air France.
“Se l’esito della trattativa è positivo e che restano ancora troppi effettivi allora entreranno in vigore misure di uscite volontarie. Laddove la trattativa si concluderà positivamente non ci saranno licenziamenti. Tra l’altro -sottolinea de Juniac- non ci sono stati alcuni licenziamenti costretti dal 2012 grazie al dialogo. Sono mesi che lo ripetiamo. I nostri interlocutori oggi lo capiscono e sono ottimista per le trattative che sono appena iniziate”.
Il piano ‘Perform 2020’, sottolinea il numero uno di Air France, “è un piano di ritorno alla crescita” ma il fallimento della trattativa, in particolare con i piloti, “ci ha portato a presentare un piano di ristrutturazione e di riduzione delle capacità. Senza le violenze dei giorni scorsi il dialogo sociale si sarebbe svolto come sempre: nel rispetto, nella trasparenza e in conformità con gli impegni presi”.