(AdnKronos) – “Siamo in grado -sottolinea da Silva- di porre fine alla povertà estrema e alla fame entro il 2030. Sappiamo ciò che funziona e abbiamo gli strumenti per farlo, ma sappiamo che il cambiamento climatico minaccia di sviare i nostri sforzi”. “Sta già avendo un impatto sulla sicurezza alimentare e rendendo eliminazione della fame ancora più difficile”.
“Crediamo che l’agricoltura in senso lato, incluse la silvicoltura, la pesca e l’acquacoltura, -aggiunge- può e deve svolgere un ruolo centrale nell’affrontare il cambiamento climatico, in particolare nell’adattamento al suo impatto, come la scarsità d’acqua, la salinità del suolo, l’aumento di parassiti e di malattie delle piante e animali”.
Le Foll ha sollecitato la necessità di compiere progressi con tecniche che “ci permettano di essere più economici e consumare meno energia”. Per il ministro francese “dobbiamo rivedere il nostro modello agricolo per adattarsi a ogni ecosistema, abbiamo bisogno di una rivoluzione che utilizzi meccanismi naturali per favorire la produzione”.