Roma, 13 ott. (AdnKronos) – “La legge sulla cittadinanza è un buon testo che risponde ad una realtà profondamente mutata e rimedia ad una legge nata più di vent’anni fa con limiti evidenti”. Ad affermarlo è Dorina Bianchi, vice presidente dei deputati di Area popolare che, aggiunge, “ha dato un sostanziale apporto a questa legge, contribuendo a disegnare una riforma adeguata ed equilibrata, che valorizza e premia il senso di appartenenza al nostro Paese ed il rispetto dei valori fondanti della nostra società”.
“Bisognava dare una risposta -aggiunge Bianchi- a chi ha scelto di vivere in maniera stabile e regolare nel nostro Paese, lavora e paga le tasse in Italia e concorre alla vita sociale e alla crescita economica dell’Italia. Si badi bene però: la cittadinanza è il coronamento di un percorso di integrazione, non è uno strumento di integrazione di per sé. La nuova legge sulla cittadinanza, infatti, parla chiaro: per diventare cittadino italiano c’è un necessario percorso educativo, formativo e di istruzione”.
“E’ cittadino italiano chi nasce da genitori integrati, che soggiornano in Italia a tempo indeterminato, e che frequenta le nostre scuole per un intero ciclo scolastico, superato con successo. A chi paventa possibili invasioni, ai predicatori di ‘cittadinanze facili’ rispondiamo con i vincoli oggettivi che questa legge stabilisce: permesso di soggiorno a tempo indeterminato, ius culturae e adeguato percorso di formazione professionale al pari del ‘sistema dei licei’. I nuovi italiani, dunque, saranno tali in presenza di determinate condizioni , amore e rispetto per il nostro Paese innanzitutto” conclude Bianchi.