(AdnKronos) – “Ad esempio, per quello che mi riguarda, sul nuovo ordinamento giudiziario nella parte in cui attribuisce al solo Procuratore capo la possibilità di intrattenere rapporti con la stampa – prosegue il pm Di Matteo – A me pare che tutte queste riforme che riguardano campi e settori distinti e apparentemente lontani, in fondo, se riflettiamo bene, incidono sulla stessa direzione: sul ridimensionamento della possibilità per gli organi e poteri di controllo di esercitare i loro ruolo in maniera efficace e incisiva”. Il magistrato torna, quindi, a parlare della legge sulla responsabilità dei giudici che “tenta a creare una situazione in cui il giudice, non solo quello penale o delle Misure di prevenzione, per non rimettere di tasca sua, può essere portato a dare ragione alla parte più forte”.
“Certe volte ho la sensazione che alla fine tra tutte queste riforme ci sia un comune denominatore: quello di attutire l’efficacia dell’azione degli organismi di controllo, quindi principalmente di magistratura e Stato”. Il magistrato ha, quindi, invitato i giornalisti presenti al convegno “di essere indipendenti, coraggiosi”. “Continuo a pretendere che chi fa il vostro mestiere – prosegue – sia professionalmente attrezzato, preparato, appassionato, cerchi la notizia al di là dei verbali, cerchi di seguirla come fa il segugio con la sua preda, non abbia paura di infastidire il potente. Ma deve sempre avere rispetto della verità. Ma sappiamo che questo non avviene sempre”.