Roma, 9 ott. (AdnKronos) – All’indomani delle dimissioni di Ignazio Marino, sale il pressing della Rete e della base grillina su Alessandro Di Battista “sindaco di Roma”. Tantissimi i commenti sul blog di Beppe Grillo e sulla bacheca Fb del leader M5S, nonché sui social network del deputato romano, che, all’ennesimo invito a scendere in campo, decide di intervenire per smarcarsi: “Non ho intenzione di candidarmi – spiega ai suoi follower – vi chiedo di rispettare la mia scelta e soprattutto le regole del M5S, regole che se deroghi una volta deroghi sempre. E diventi il Pd senza nemmeno rendertene conto. Pensateci e votate un programma, non un nome”.
Intanto su Fb nascono gruppi di sostegno ad hoc – ‘Di Battista sindaco di Roma’ e ‘Di Battista for president’ – mentre su Twitter spunta l’hashtag ‘DiBattistasindaco’. Gli attivisti, in Rete, si interrogano e discutono sul da farsi, divisi tra coloro che violerebbero le regole senza problemi pur di spuntare la vittoria e chi invece professa la necessità di mantenersi puri anche correndo il rischio di andare incontro a una sconfitta.
Per Grillo e Casaleggio non c’è partita, di derogare le regole non se ne parla. Lo hanno ribadito anche in queste ultime ore quando i contatti con Roma si sono intensificati. Inoltre, riferiscono fonti autorevoli all’Adnkronos, i due cofondatori sono convinti di spuntarla al Campidoglio anche con un nome meno in vista.