Milano, 1 ott. (AdnKronos) – La storia si ripete, a distanza di quarant’anni. Nel 1974 Unilever aveva acquistato l’Algida che, fondata a Roma nel 1945, era uno dei marchi simbolo del Made in Italy. Oggi conquista Grom, che dal 2003, con le sue inconfondibili coppette blue e bianco, aveva messo al centro della sua filosofia l’utilizzo di materie prime italiane e di alta qualità. Ma Grom e Algida sono solo alcuni dei brand italiani comprati dalla multinazionale anglo-olandese, che impiega oggi 172mila persone nel mondo con un giro di affari di circa 48,4 mld.
Come ricorda Eurispes in una delle sue ricerche, Unilever, sempre nel settore dei gelati, aveva acquisito la Sorbetteria Ranieri, ormai chiusa da una dozzina di anni. Nello spettro dell’alimentare italiano, un’altra sua acquisizione ‘eccellente’ era stata la Riso Flora, azienda specialista del Riso Parboiled, nata sul finire degli anni Sessanta (e riacquistata successivamente dalla Colussi).
Nel settore dell’olio, nel 1993 aveva acquistato la Bertolli, azienda alimentare fondata nel 1865 a Lucca specializzata nel settore dell’olio d’oliva, in seguito ceduta al Gruppo spagnolo Deoleo Sos; nel settore confetture e conserve aveva acquisito la Santa Rosa, nata a Bologna nel 1968. Quest’ultima ritorna poi italiana insieme a Pomodorissimo nel 2011, grazie alla loro acquisizione da parte di Valsoia.