Roma, 28 set. (Labitalia) – Estendere gli sgravi alle imprese per puntare sulla sostituzione edilizia di quartiere, con un risparmio, grazie al ‘Riuso’, di 25 miliardi. E’ l’appello che arriva dal Consiglio nazionale dei geometri e geometri laureati, in occasione dell’ultimo convegno di GeometrinExpo ‘Patrimonio architettonico e ambientale: re-inventare l’esistente’.
Secondo i dati diffusi dai geometri sul territorio della Penisola gli investimenti in abitazioni nuove hanno registrato nel periodo 2008-2015 un -60%, contro il +33% di quelli in manutenzione straordinaria sull’usato (e rispettivamente un -7,2% e +3,8% nell’ultimo anno).
“Secondo molte ricerche, il nuovo diventerà sempre più irrisorio, diminuirà nel tempo fino a contare in Italia soltanto il 2% nel 2050, mentre il trend delle riqualificazione sostenibile sta prendendo piede e continuerà a crescere”, ha commentato Maurizio Savoncelli, presidente del Consiglio nazionale dei geometri e geometri laureati, che ha aggiunto: “Rinnovando gli edifici è possibile generare un risparmio delle famiglie stimato complessivamente in 25 miliardi”.
“Per trasformare le politiche di riqualificazione e rigenerazione urbana in una reale opportunità per la collettività – ha avvertito – bisognerebbe ampliare le attuali misure fiscali, estendendo gli sgravi anche al non-residenziale e alle aziende. Il privato, infatti, spesso non percepisce la ricaduta effettiva degli sgravi e dei bonus sul proprio reddito, per cui occorre spostare le agevolazioni sull’impresa che effettua i lavori di riqualificazione dell’immobile”.
“Non solo: con la misura della sostituzione immobiliare applicata al fabbricato – ha spiegato – si può innescare una riqualificazione che interessa un intero quartiere e che, persino per un’amministrazione pubblica, diventa un’occasione importante. Con la sostituzione immobiliare, infatti, l’attuale volumetria potrebbe essere ricollocata nell’ambito di una rigenerazione anche dei sottoservizi”.
“Il patrimonio immobiliare italiano edificato nel dopoguerra – ha ricordato – è, come sappiamo, energivoro e realizzato per lo più con strutture di cemento armato. Questi fabbricati, dunque, non possono essere comodamente adeguati e rappresentano un’altissima percentuale dell’esistente. Ecco, dunque, che con spirito nuovo e profondo senso di responsabilità verso le nuove generazioni, che potrebbero essere conciliati molti aspetti, dall’emergenza salubrità degli edifici all’incidenza sismica dei nostri territori”.