Roma, 25 set. (AdnKronos) – “L’Europa deve smontare completamente la sua politica energetica: deve smettere di sovvenzionare le energie rinnovabili, delegiferare e varare un piano di investimenti per migliorare le interconnessioni gas”. A sostenerlo all’Adnkronos è Giulio Sapelli, docente di Storia Economica all’Università Statale di Milano, commentando l’intervista a ‘Politico’ dell’ad di Eni, Claudio Descalzi in cui conferma le perplessità dei big del settore di fronte alle politiche europee e in particolare alla ripresa del carbone che sta danneggiando l’alternativa ‘pulita’ rappresentata dal gas.
“Il gas metano -spiega l’economista- è un idrocarburo a bassissimo inquinamento, ora che lo trattiamo anche con tecniche raffinate, e con il più alto rendimento energetico”. Il nucleare, ad esempio, “produce solo energia elettrica” mentre le “rinnovabili non sono ancora tecnologicamente ed economicamente sostenibili. L’esperienza mondiale ci mostra che hanno un basso rendimento energetico e hanno bisogno di altissimi sussidi statali”.
Anche il carbone non è la strada da seguire anche se, rileva Sapelli, “con le nuove tecnologie non più così inquinante rispetto a prima. Però se venissero applicate integralmente le tecnologie non sarebbe più economicamente conveniente”.