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Riforme: Italia Unica, Senato un pasticcio, altro che elezione diretta

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Roma, 23 set. (AdnKronos) – “Pace fatta nel Pd, armonia ritrovata, riforma del Senato corretta e migliorata. Sono i titoli del film che da via del Nazareno, una volta tanto d’intesa tra maggioranza e minoranza, gradirebbero venisse proiettato nelle aule parlamentari e nelle case di ciascun italiano. Peccato siano titoli in gran parte sfocati e ai quali non corrisponde la sostanza della riforma”. Così, in una nota, Italia Unica, il movimento guidato da Corrado Passera.
“L’accordo -prosegue la nota- può sedare, c’è da giurare solo momentaneamente, le fibrillazioni interne al Pd, ma lascia sul tappeto un Senato con compiti maggiorati (e pensare che il premier, per avere ragione dei dissensi, solo pochi giorni fa minacciava di volerlo abolire), sempre e comunque in mano ai consiglieri regionali, con costi immutati. Un pasticcio, altro che elezione diretta. Le puntuali critiche di Luciano Violante illuminano la pericolosità della riforma, soprattutto laddove da sempre si appuntano le critiche di Italia Unica: viene creato un meccanismo istituzionale squilibrato dove una minoranza è in grado di annettersi la maggioranza in Parlamento, intestarsi il governo e nominarsi gli organismi di garanzia, a cominciare dal presidente della Repubblica”.
“Definirlo pasticcio è fin troppo clemente. Del resto, una indiretta ma significativa conferma di quanto sia pencolante tutta l’intelaiatura della riforma arriva dall’annuncio del premier di voler girare l’Italia per vincere il referendum confermativo e portar al voto più del 50 per cento dei cittadini: il precedente del 2006, quando la modifica costituzionale voluta dal centrodestra fu bocciata dagli italiani, è un incubo per palazzo Chigi”, conclude Italia Unica.