Milano, 17 set. (AdnKronos) – La Federal Reserve oggi ha agito da “banca centrale mondiale”, più che solo degli Usa, ma si è mostrata “anche molto, molto vicina ai mercati”. Così Gregorio De Felice, chief economist di Intesa SanPaolo, commenta la decisione della banca centrale Usa, che ha lasciato i tassi d’interesse invariati.
I banchieri centrali americani, spiega all’Adnkronos, “continuano a dire che monitoreranno la situazione, che i rischi sono equilibrati. D’altronde, un rialzo dopo così tanto tempo andava preparato e questo non era stato fatto nelle ultime settimane. E tipicamente la Fed non vuole mai sorprendere i mercati: certo, ora dovremo capire quale regola per il futuro vorrà seguire. Evidentemente la valutazione è stata che il rischio di una stretta prematura era superiore a quello di un rialzo ritardato di qualche mese”.
Oggi comunque, prosegue l’economista, la Fed “onestamente ha agito da banca centrale mondiale”, più che solo degli Usa. “La situazione economica degli Usa la conosciamo: disoccupazione al 5,1%, crescita al 3,7%. L’unica variabile che un po’ stenta rispetto agli obiettivi è l’inflazione, ma comunque la core inflation è all’1,8%. Quindi, qualcuno poteva anche pensare: ‘Se non ora, quando?’. Ma il contesto internazionale, evidentemente, ha fatto presa”. Il mancato immediato rialzo dei tassi “era prevalentemente scontato, non mi aspetto reazioni” eccessive sui mercati domani. “Viceversa – conclude De Felice – un rialzo non preparato avrebbe provocato una reazione negativa”.