Home Nazionale Expo: per 72% italiani la dieta mediterranea è miglior modello (2)

Expo: per 72% italiani la dieta mediterranea è miglior modello (2)

0

(AdnKronos) – Per questo la Dieta Mediterranea ha conquistato, insieme al nostro piatto nazionale, anche i cosiddetti “nuovi italiani”, ovvero gli stranieri che si sono stabiliti regolarmente nel nostro Paese. A rivelarlo è la V edizione dell’Osservatorio Immigrati realizzato da Doxa per Etnocom per cui sono circa 4 milioni e mezzo i nuovi italiani che si sono convertiti al piatto simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo. In pratica, oggi la pasta è l’alimento preferito da un 1 immigrato su 2 (con il 52% delle preferenze, seguita dal riso, 23,5%, e dalla carne 15,7%).
“Ci uniamo ai festeggiamenti sulla Dieta Mediterranea ad Expo –afferma Riccardo Felicetti, presidente della Sezione Pasta di Aidepi – in quanto non esiste un altro regime alimentare, al mondo, tanto alleato del benessere come il nostro. Non è un caso, infatti, che la Dieta Mediterranea sia l’unica ad essere stata proclamata dall’Unesco patrimonio immateriale dell’Umanità, nel 2010, un traguardo fondamentale che oggi compie 5 anni. E a conferma del valore globale del suo alimento principe, quest’anno la Giornata Mondiale della Pasta, che si terrà il 25 ottobre nell’ambito dell’Esposizione Universale, ha ottenuto il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, un riconoscimento che ci riempie di orgoglio e rafforza le valenze delle nostre iniziative a favore del rilancio della Dieta mediterranea nel mondo”.
Se la Dieta Mediterranea è così amata, dunque, il merito va anche alla pasta, che ne è una base imprescindibile e resta uno dei capisaldi della nostra identità nazionale. In Italia ne mangiamo in media circa 25 chili all’anno e se siamo il popolo più longevo d’Europa lo dobbiamo proprio ad una alimentazione ricca di carboidrati, come sostiene l’ultimo rapporto Istat “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” secondo cui, grazie alla Dieta Mediterranea, siamo anche il Paese in cui c’è il minor tasso di incidenza di malattie cardiovascolari.