Bruxelles, 14 set. – (AdnKronos) – La Commissione europea ha preso nota della reintroduzione dei controlli aboliti con l’accordo di Schengen al confine fra Germania e Austria, ma si augura che la situazione duri il meno possibile. E’ quanto auspicano fonti dell’esecutivo Ue, che sottolineano che è la prima volta in assoluto che i flussi migratori vengono considerati una circostanza eccezionale e imprevedibile per la sospensione degli accordi di Schengen.
Le circostanze che hanno portato le autorità tedesche a reintrodurre i controlli sono da ritenere eccezionali, a causa dell’emergenza rappresentata dalla crisi dei rifugiati. Ma funzionari dell’esecutivo Ue sottolineano che la situazione è eccezionale “non perché è in corso un fenomeno migratorio, ma solo perché in questo momento si stanno registrano grandi movimenti di persone. Non invitiamo gli Stati membri a reintrodurre i controlli alle loro frontiere”.
Per uno Stato membro è possibile reintrodurre i controlli alle frontiere con altri Paesi Ue in circostanze eccezionali. Se queste sono prevedibili, come nel caso di summit internazionali o eventi sportivi, i controlli possono essere ristabiliti per 30 giorni e poi estesi fino a un massimo di 6 mesi. Nel caso di eventi imprevedibili, i controlli possono essere introdotti per 10 giorni, con un’estensione fino a 20 giorni e fino a un massimo di due mesi.