Roma, 12 set. (AdnKronos) – “Non è il coraggio sindacale, tanto meno della Cgil, che manca, come dimostrano gli accordi che già nel giugno 2011 e nel gennaio 2014 hanno definito funzioni della contrattazione, nazionale e di secondo livello, e della rappresentanza sindacale”. Così il segretario confederale della Cgil, Franco Martini, replica al presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.
“Già in quelle intese – ricorda il dirigente sindacale – una maggiore aderenza alle esigenze della produttività aziendale è stata assunta come pratica da incrementare attraverso la contrattazione di secondo livello, per cui, ogni richiamo a tal proposito appare puramente strumentale”.
“Ciò non toglie – aggiunge Martini – che i sistemi contrattuali debbano essere aggiornati in funzione delle situazioni che si evolvono, basta intendersi sul merito del confronto. Per la Cgil, un moderno sistema contrattuale deve essere innanzitutto inclusivo, per estendere le tutele a settori del mercato del lavoro finora esclusi. Per questo deve essere salvaguardata e consolidata la funzione centrale del contratto nazionale, anche come autorità salariale, poiché solo in una parte minoritaria delle imprese viene esercitata la contrattazione integrativa”.