(AdnKronos) – Il primo passo è “creare, come nel caso di HoMi, un evento che attiri in Italia il maggior numero di interlocutori, tra cui gruppi di acquisto, buyer di concept store, interior designer e architetti e figure con ampio potere decisionale, per favorire l’incontro con realtà italiane dal grande potenziale”.
Tutto ciò perché “siamo convinti che i visitatori internazionali siano interessati principalmente alle novità. E che queste non siano appannaggio esclusivo dei marchi affermati”. Ecco perché si punta in particolare sulle realtà più piccole, che fanno della creatività e della artigianalità il loro punto di forza: “Aziende che rappresentano un’eccellenza del made in Italy, ma che spesso non sono in grado di sostenere i costi dell’internazionalizzazione”.
A HoMi, conclude Peraboni, “queste imprese avranno finalmente la possibilità di diventare grandi, così come è già avvenuto per molti marchi che partendo dal Macef negli anni ’60/’70 oggi sono diventate realtà conosciute e apprezzate in tutto il mondo”.