Roma, 1 set. (AdnKronos) – A Roma “‘c’è un sindaco solo, eletto dal popolo e legittimato dal voto, che così rimarrà fino alla fine del suo mandato’.Parole mie? No, parole di Franco Gabrielli, il prefetto di Roma, un galantuomo e un rappresentante dello Stato col quale ho un solido rapporto di collaborazione e stima”. Così Ignazio marino, in una lettera al Messaggero, in risposta a quella di Gigi Proietti, pubblicata ieri dallo stesso quotidiano sulle vicende di Roma.
Con Gabrielli, aggiunge il sindaco di Roma, “affronteremo le questioni più delicate, verificheremo ciò che ancora c’è da fare sul terreno della legalità e della trasparenza, con lui lavoreremo per realizzare un Giubileo della Misericordia che riempirà di orgoglio i romani e gli italiani”.
E’ successo “sicuramente un fatto molto grave: i funerali di un uomo della famiglia Casamonica sono stati -scrive Marino- una esibizione muscolare della criminalità organizzata, un colpo battuto molto rumorosamente. Al di là delle mancanze e delle disattenzioni di cui ha parlato il prefetto, che hanno impedito di comprendere prima cosa sarebbe successo a piazza don Bosco, credo che il segnale delle mafie non sia un segnale di forza ma il tentativo di riaffermare il proprio potere in una fase totalmente nuova”.