Milano, 26 ago. (AdnKronos) – Giuliano Pisapia dovrebbe ripensare alla sua decisione di non ricandidarsi a sindaco di Milano alle elezioni amministrative del 2016. Ne è convinto il costituzionalista Valerio Onida che a margine di un incontro alla festa nazionale de l’Unità, in corso a Milano, spiega quali sono le sue idee sul futuro del capoluogo lombardo.
“Sono convinto – dice all’Adnkronos – che Pisapia dovrebbe ripensarci. Glielo augurerei perché la sua mi sembra un’esperienza condotta positivamente e sarebbe un peccato interrompere o proseguire in condizioni più difficili”.
Il giurista, classe 1936, che è stato protagonista, assieme all’attuale primo cittadino, a Michele Sacerdoti e a Stefano Boeri, autore dell’iconico ‘bosco verticale’, delle primarie del 2010, si tira fuori dai giochi: “Io ho fatto il mio tempo. Ho 79 anni, ne compio 80 a marzo prossimo. Vale a dire che alle prossime elezioni avrò 80 anni. Non mi sembra una grande idea”.
Non è, però, solo per una questione anagrafica che Giuliano Pisapia dovrebbe tornare sui suoi passi: “Di solito i secondi mandati sono quelli in cui si riesce a fare di più perché si è acquisita esperienza”. In più, considerando che sul fronte opposto il ‘no’ di Paolo Del Debbio ha riaperto la ricerca di un nome ‘forte’ da spendere, l’alternativa potrebbe essere nelle file del Carroccio: “Una alternativa con un partito guidato da Salvini o da uno che la pensa come lui, mi sembrerebbe una prospettiva terribile”.
Non va meglio l’ipotesi, invocata da più parti, di una candidatura del commissario unico di Expo 2015, Giuseppe Sala, alla guida di un mini-patto del Nazareno: “Ritengo che in politica occorrano idee chiare, non pasticci”.
Quindi torna a evocare il nome di Pisapia: “Se dovessi proprio fargli un augurio completo, sarebbe che innanzitutto ci si decidesse a varare l’elezione diretta del sindaco metropolitano. Cosa, peraltro, già prevista dalle leggi e dallo statuto della città metropolitana, ma che richiede ancora alcune condizioni, tra cui quella che venga fatta in parlamento la legge per l’elezione diretta del sindaco e del consiglio metropolitano”.
Vale a dire che “se a maggio prossimo ci fosse questa legge, accanto al rinnovo dell’amministrazione comunale di Milano, potremmo votare anche per eleggere il sindaco metropolitano, che io vorrei fosse Pisapia”. Questo, ribadisce, “sarebbe davvero un passo avanti. Perché ormai è chiaro che occorre un governo metropolitano forte”.
E questo potrebbe avvenire solo se ci fosse l’elezione diretta degli organi metropolitani. “Governare l’area metropolitana – precisa – vuol dire attivare, disciplinare e controllare i servizi su scala metropolitana. Si pensi ai trasporti”.
Nell’area metropolitana “i trasporti non solo interni ai comuni o di passaggio da un comune all’altro, ma avrebbero un’identità autonoma, come pure la gestione dei rifiuti, l’ambiente e la grande urbanistica”. D’altra parte, conclude, “lo prevede la Costituzione, lo prevede la legge e lo prevede lo statuto della città metropolitana. Non capisco davvero che cosa si aspetti. Non farla adesso, vorrebbe oltretutto dire aspettare altri cinque anni”.