Rho-Fiera, 24 ago. (AdnKronos) – Il modo in cui l’essere umano si alimenta non è “assolutamente sostenibile”, ma non esiste una sola soluzione giusta per sconfiggere la fame nel mondo e tutelare l’ambiente. Per farlo “non possiamo voltare le spalle alla scienza: per nutrire il pianeta non c’è strada che non possiamo battere”. A dirlo è Phil Karsting, direttore dello U.S. Foreign Agricultural Service, del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, durante un evento a Expo organizzato dal padiglione degli Usa.
Sostenere la ricerca scientifica (e l’innovazione) è indispensabile per riuscire a sfamare in futuro gli abitanti del Pianeta tutelando nello stesso tempo la Terra, anche perché permette di “ridurre gli sprechi” usando , ad esempio, imballaggi più sostenibili. “Quella sulla sicurezza alimentare globale non è una discussione che riguarda solo pochi paesi”, spiega Karsting, perché “ogni Nazione ha un ruolo da giocare per supportare la crescita dell’agricoltura e le innovazioni necessarie per sopravvivere e prosperare”.
Un altro ruolo determinante lo gioca il commercio perché gli scambi “incoraggiano i Paesi a mettere in atto politiche che promuovano investimenti ed innovazione”. Inoltre, una politica commerciale di lungo periodo “incoraggia” anche i singoli agricoltori a investire in ricerca e permette ai consumatori di aumentare le possibilità di scelta. Secondo Karsting, insomma, “nessun paese può farcela da solo: sarà necessario coinvolgere tutti e lavorare insieme”. Da questo punto di vista il Ttip – l’accordo di libero scambio allo studio tra Usa e Unione Europea – rappresenta un ottimo punto di partenza.