Milano, 14 ago. (AdnKronos) – La Francia “si conferma il Paese dell’Europa ‘core’ più sofferente. Il ritorno del Pil a crescita zero è un segnale preoccupante sia per il governo, che dovrà muoversi a portar avanti le riforme strutturali necessarie per rilanciare l’economia del paese sia per il governatore Mario Draghi, che dovrà togliersi dalla testa la possibilità di interrompere con anticipo il programma di quantitative easing”. A fare il quadro dei dati macroeconomici diffusi stamani è Filippo Diodovich, market strategist di Ig.
Le stime preliminari sul Pil del secondo trimestre in Europa, continua Diodovich, sono “deludenti. L’ufficio di statistica tedesco Destatis – ricorda – ha reso noto che in Germania il Pil nel secondo trimestre ha evidenziato una crescita dello 0,4% su base trimestrale, lievemente peggiore delle aspettative del consensus (+0,5%)”.
“Nel primo trimestre – prosegue lo strategist – il Pil aveva registrato un incremento dello 0,3% trimestre su trimestre. Su base annuale il Pil ha mostrato un +1,6% anno su anno rispetto al +1,2% del primo trimestre. Il maggior contributo al Pil è arrivato dalle esportazioni sostenute dall’euro debole”.