(AdnKronos) – Tuttavia nel settore si guarda al futuro con più ottimismo. A favorire “un po’” il ritorno della fiducia degli operatori del comparto, rileva Perocchio, “sono stati alcuni segnali positivi tra cui l’introduzione dei Marina Resort”, che sono una nuova tipologia di struttura ricettiva all’aria aperta, situata dentro i porti turistici, organizzata per la sosta e il pernottamento dei turisti all’interno delle proprie unità da diporto.
“In questa stagione prevediamo un recupero del 5%. Nonostante la situazione sia sempre faticosa si percepisce un recupero e si confida molto nel 2016”. Mediamente il fatturato dei porti turistici si aggira intorno ai 2 milioni di euro.
Il recupero, spiega il presidente di Assomarinas, “è legato al fatto che la famiglia media italiana, con la crisi finanziaria, è entrata pesantemente in sofferenza e ha deciso di riportare a terra o nei capannoni la propria imbarcazione. Molte famiglie italiane, per motivi economici e per reazione negativa alle penalizzazioni che colpiscono il settore, hanno poi deciso di trasferire le loro imbarcazioni all’estero in Grecia, Croazia e in Francia prevalentemente. Si stima che dal 2010 in poi circa 40 mila imbarcazioni abbiano abbandonato i porti turistici italiani”. Questo esodo, sottolinea Perocchio, “sembra attualmente in parziale controtendenza. Si assiste ad un debole e graduale recupero della clientela”.