Home Nazionale Castan: “In un’altra squadra avrei probabilmente smesso di giocare”

Castan: “In un’altra squadra avrei probabilmente smesso di giocare”

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Roma, 10 ago. (AdnKronos) – “Se fossi stato in un’altra squadra avrei probabilmente smesso di giocare. Non solo non hanno mai preso in considerazione l’idea di rescindere il contratto con me, ma avevo appena rinnovato, e avevo quindi uno stipendio superiore. Poi avevano appena venduto Benatia e io avrei dovuto gestire la difesa. Non mi sono mai sentito abbandonato”. Leandro Castan è uscito da un brutto incubo ed ha ricominciato a giocare a calcio e per questo ringrazia proprio la Roma.
Il centrale brasiliano racconta al quotidiano brasiliano Diario De Sao Paulo, il prima e il dopo del suo problema, da quando è arrivata la diagnosi per l’ex Corinthians: un cavernoma, una malformazione vascolare del sistema nervoso centrale, di tre centimetri nel cervello. “Sono andato a Roma per chiedere la rescissione del contratto e tornare in Brasile per stare vicino alla mia famiglia. Tutto questo nel mese di ottobre. Ma il direttore sportivo della Roma (Walter Sabatini ndr.) ha detto di no alla rescissione del contratto e mi ha dato un paio di settimane per pensare meglio a quello che avrei voluto fare con la mia vita”, ha raccontato il difensore brasiliano.
“Un giorno, ero seduto a casa sul divano, da solo, a guardare il campionato italiano. Ho pensato ‘ho solo 28 anni, potrei giocare altri sei o sette anni e ho sempre vissuto il calcio’. Non potevo mollare. Poi ho chiamato il medico e ho fissato l’intervento chirurgico per l’inizio della settimana successiva. Non volevo aspettare Natale, altrimenti avrei desistito nuovamente”, ha aggiunto Castan.
Il difensore centrale della Roma ha raccontato anche come si è accorto del problema. “Iniziai con problemi alla vista. L’ho curato, stavo migliorando, ma quando stavo per rientrare mi è arrivato lo stop dai medici e l’invito a operarmi. Ma il medico è stato molto chiaro: il rischio di perdere la vita è stato di circa l’1%. C’era anche un rischio del 10% di avere la bocca storta, di avere problemi al movimento. Il rischio di non essere in grado di tornare a giocare è stato del 20%”.
Infine, l’ottimismo del centrale brasiliano: “Non avevo mai fatto un lavoro così sul mio fisico. Certo, mi manca ancora il ritmo di gioco, la velocità, i tempi. Ma questo ha a che fare col fatto che non gioco 90′ dal luglio del 2014, contro il Real Madrid, negli Stati Uniti. Voglio essere di nuovo protagonista: è questo il mio obiettivo. Ho avuto paura di non poter tornare a giocare. Non mi vedo lontano da questo club. Sono fortemente in debito nei confronti della società e dei tifosi, che mi sono stati vicini. Al 100% resterò, almeno in questa stagione, poi ho altri tre anni di contratto. Devo recuperare il ritmo di gioco e le amichevoli mi stanno aiutando”.
E Castan non ha intenzione di lasciare Roma anche se ci sono state delle voci su un interessamento del San Paolo e di altri club brasiliani. “Non riesco a vedermi lontano da Roma. Ho un grande debito verso la società e i tifosi, che mi hanno abbracciato e aiutato. Sono sicuro più del 100% che resterò qui. Almeno in questa stagione, anche se ho un contratto triennale”.