Verona, 21 lug. (Labitalia) – L’industria del marmo italiano torna a crescere sui mercati internazionali. Dopo il consolidamento dei risultati nel 2014, il primo trimestre del 2015 segna una ripresa delle esportazioni. A guidarla, il balzo in avanti del 18,6% nelle vendite all’estero di tecnologie per la lavorazione e l’estrazione dei materiali lapidei che raggiungono 260 milioni di euro di controvalore. Sempre in positivo rispetto ai primi tre mesi dell’anno precedente, anche l’export di marmi, graniti e pietre naturali, che, tra prodotti lavorati e grezzi, registra un aumento del 3,2%, grazie a 416,6 milioni di euro di ordinativi da oltreconfine.
A certificare i risultati è il primo rilievo statistico parziale del 2015 sull’andamento del settore lapideo nazionale, compilato su base Istat dall’Osservatorio di Marmomacc, la più importante manifestazione internazionale per la filiera della pietra naturale, la cui 50ma edizione è in programma a Veronafiere, dal 30 settembre al 3 ottobre, e dal Centro studi Confindustria Marmomacchine, l’Associazione nazionale di riferimento per il comparto lapideo e delle tecnologie complementari.
Sul totale di 416,6 milioni di euro (+3,2%) registrato dall’export di materiali lapidei, da gennaio a marzo 2015, ancora una volta è il valore aggiunto dei prodotti lavorati made in Italy a conquistare i buyer stranieri, con 332 milioni di euro (+3,9%) di controvalore. La parte restante delle esportazioni è costituita, infatti, da pietre e blocchi grezzi che raggiungono gli 84,5 milioni di euro (-2,6%). Si tratta di un segnale confortante per il settore, che aveva chiuso il 2014 con un sostanziale pareggio rispetto ai valori del 2013 (+0,2% l’aumento su base annua, dopo tre anni di crescita sostenuta).
“I numeri positivi di questo primo trimestre – commenta il presidente di Veronafiere, Ettore Riello – rappresentano il miglior viatico all’anniversario del 50° Marmomacc, a Veronafiere dal 30 settembre al 3 ottobre prossimi. Come si evince dai dati, l’export resta fondamentale per lo sviluppo di questo settore che trova in Marmomacc la più importante piattaforma b2b e di formazione per tutti gli operatori del settore. Grazie all’incoming di buyer da più di 140 nazioni, alle iniziative messe in campo con il Piano straordinario per il made in Italy del ministero dello Sviluppo economico e alla partnership con Confindustria Marmomacchine, contiamo che l’edizione 2015 della manifestazione possa aiutare le aziende italiane a consolidare ulteriormente questi buoni risultati di inizio anno e aumentare l’internazionalità del loro business”.
È improntato all’ottimismo anche il giudizio del presidente onorario di Confindustria Marmomacchine, Flavio Marabelli: “Nel complesso, l’intera filiera lapidea italiana, tra materiali e macchine, rimane uno dei comparti industriali di riferimento per il nostro Paese. Questo grazie a un valore delle esportazioni che, nel 2014, ha sfiorato in totale i 2,9 miliardi di euro, pari a quasi il 75% della produzione, e con un saldo commerciale annuo attivo di quasi 2,5 miliardi”.
“Le tendenze emerse in questo primo scorcio del 2015, soprattutto in riferimento al buon andamento di alcuni dei mercati più rilevanti per l’export settoriale, offrono utili indicazioni sulle capacità di tenuta dell’industria tecno-marmifera nazionale, che negli ultimi anni è stata capace di mantenere e, per quanto concerne le tecnologie, addirittura di superare, i livelli di export precedenti il 2008”, conclude.