Home Nazionale Cisl Puglia, tra lavoratori Ilva livello di ansia è al massimo

Cisl Puglia, tra lavoratori Ilva livello di ansia è al massimo

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Bari, 20 lug. (Labitalia) – Sulla situazione dell’Ilva di Taranto “sicuramente il livello di ansia tra i lavoratori è al massimo”. Lo dice a Labitalia Giulio Colecchia, segretario generale di Cisl Puglia e Basilicata, nel giorno in cui è attesa la decisione sul rinvio a giudizio degli imputati di presunto disastro ambientale. Non solo. Sulla sorte dello stabilimento tarantino peserà anche un’altra sentenza: quella della Consulta che dovrà dire se è costituzionale o meno il dl 92 varato dal governo il 4 luglio per evitare lo spegnimento dell’impianto.
“L’ansia è al massimo come non mai -ribadisce Colecchia- anche perché, con l’intervento dei Carabinieri qualche giorno fa, gli operai sono stati messi sul banco degli imputati. Ma i lavoratori -avverte il leader sindacale- sono quelli che raccolgono le disposizioni dell’azienda e sono anche vittime di infortuni sul lavoro, come quello mortale accaduto a giugno nell’altoforno”.
Tuttavia, aggiunge Colecchia, “non credo che la magistratura voglia creare un clima di persecuzione nei confronti dei lavoratori”. “La Procura -spiega- sta seguendo un percorso lineare e molto difficile”.
Il clima pesante che vivono gli operai, aggiunge Colecchia, è dato principalmente “dalla situazione di conflitto interistituzionale, in cui viene a mancare il senso del lavoro”. Il sindacato, comunque, “è vicino ai lavoratori da un lato e dall’altro stiamo sollecitando il governo ad avviare iniziative adeguate”.
Le iniziative “adeguate” a cui allude Colecchia sono “intanto la necessità di recuperare risorse già individuate della famiglia Riva -spiega il leader della Cisl pugliese- cui si devono aggiungere quelle che possono essere messe a disposizione dal Bilancio pubblico”. L’obiettivo, spiega, “è quello di un’operazione di risanamento non solo degli impianti dell’Ilva, ma anche degli ambienti esterni e della città”.
Insomma, conclude, “la costruzione di un presidio dello Stato a Taranto che aiuti imprese e d investitori esteri a venire in questo territorio e a trovare l’ambiente ideale per un’industria sana, non dannosa e che dà lavoro”.