Roma, 17 lug. (AdnKronos) – “Le barriere nelle curve dell’Olimpico? È chiaro che ci dispiace, è una sconfitta. È innegabile. Per certi versi il Coni è solo vittima di questa vicenda”. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, commenta così la decisione del Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, di imporre per le partite di Roma e Lazio all’Olimpico una barriera di divisione nelle due curve.
“Io devo parlare da presidente del Coni -aggiunge- e come tale devo assolutamente far rispettare chi ha la responsabilità dell’ordine pubblico. Altrimenti qui si va in fuorigioco. È evidente che, anche da proprietario dello stadio, avrei preferito evitare questa situazione. Ma al momento esatto in cui questa richiesta, per non dire imposizione, è ritenuta indispensabile da parte chi ha quella responsabilità io non posso che adeguarmi e accettare”.
Da proprietario dell’impianto, il Coni ha fissato alcuni paletti: “Parliamo di una situazione che deve essere considerata mobile, perché bisogna pensare che il sabato per esempio c’è il rugby con il Sei Nazioni, ci può essere un concerto o anche gare internazionali di calcio. Purtroppo è una di quelle cose che dobbiamo accettare, l’alternativa è non avere l’agibilità per le partite di Roma e Lazio”. Malagò precisa che i costi sono a carico delle società “al 100%”. “Ci sono stati degli incontri portati avanti con la Coni Servizi, incontri con Lotito e Baldissoni. Siamo stati molto chiari: noi gestiamo una cosa pubblica, quelle invece sono società private peraltro quotate in borsa”.