(AdnKronos) – La Uil analizza tre casi che, spiega, “ben rispecchiano la situazione dei lavoratori”. Due riferiti a lavoratrici, una soggetta a regime retributivo fino al 2011 e una soggetta a regime contributivo pro-rata, un terzo elaborando una posizione contributiva reale di un lavoratore con età anagrafica pari a 62 anni e anzianità contributiva di 35 anni.
Il primo caso è quello di una lavoratrice dipendente con 62 anni di età, primi versamenti contributivi a giugno 1979 (36 anni di anzianità contributiva ad oggi), carriera lavorativa senza interruzioni, appartenente al regime “misto” non avendo maturato 18 anni prima del 1995, reddito medio negli ultimi 10 anni 39.800 euro, decorrenza pensione luglio 2015. L’importo lordo con la disciplina attuale è di 2.163 euro mentre con il calcolo tutto contributivo scenderebbe a 1.889 euro, con un calo in percentuale del 12,67%, e di 247 euro mensili e 3.211 euro annui.
Il secondo caso è quello di una lavoratrice dipendente con 62 anni di età, primi versamenti contributivi a gennaio del 76 (39 anni e 6 mesi di contribuzione), carriera lavorativa senza interruzioni, appartenente al regime retributivo fino al 2012, reddito medio ultimi 10 anni circa 34.500 euro, decorrenza pensionamento luglio 2015. Con l’attuale disciplina l’importo lordo è di 2.209 euro che scenderebbe a 1.527 euro con il calcolo tutto contributivo, con un calo del 30,87%. Su base mensile la perdita sarebbe di 682 euro e su base annua di 8.866 euro per tutto il resto della vita della lavoratrice.