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‘La carezza del vento’ nella sala di Consiglio Comunale

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‘La carezza del vento’ nella sala di Consiglio Comunale

AREZZO – La sala di Consiglio Comunale si trasforma ancora una volta in palcoscenico ospitando un nuovo spettacolo teatrale: venerdì 16 aprile alle 21, infatti, spazio allo spettacolo di teatro-forum “La carezza del vento”, nato da un laboratorio teatrale e musicale, iniziato a settembre e conclusosi nel dicembre 2009, sostenuto e finanziato dall’assessorato alle pari opportunità e all’integrazione del Comune di Arezzo e curato dall’associazione Autobahn Teatro. Partner dell’evento: la parrocchia di San Marco e le associazioni Melodika, Migrantes, Arezzo Giovani.
“Un progetto che parte da lontano – ricorda l’assessore Aurora Rossi – dalla scelta dell’assessorato di sollecitare le organizzazioni di volontariato, le scuole, le cooperative e le associazioni a presentare progetti nell’ambito delle attività di integrazione e di pari opportunità. ‘La carezza del vento’ si presenta come risultato di qualità sia grazie alle doti del team deputato a gestire il progetto, sia per le modalità di coinvolgimento degli utenti, dove molti degli interpreti sono alla prima esperienza teatrale, sia per il gradimento riscontrato da parte del pubblico. Sottolineo come lo spettacolo sia stato già rappresentato due volte a fine 2009, presso il teatro della parrocchia di San Marco alla Sella e al teatro Pietro Aretino di via Bicchieraia e si appresta a replicare venerdì sera per la sua terza uscita ufficiale”.
Il laboratorio teatrale è stato condotto da Barbara Peruzzi, che ha utilizzato la tecnica del Teatro dell’Oppresso di Augusto Boal, e da Maher Draidi, che ha invece impiegato quella dello Spazio Interno del Teatro Sperimentale Palestinese. Maria Clara Verdelli ha invece condotto il laboratorio musicale e creato con il gruppo la colonna sonora delle scene utilizzando strumenti musicali come la chitarra, il violoncello, l’oud dal Medio Oriente e vari tipi di percussioni, compresi strumenti realizzati con materiale di recupero.
Lo spettacolo è composto da tre scene interamente create dal gruppo durante il laboratorio e che affrontano tematiche attuali e sociali: l’integrazione, la disabilità e quella legata al cosiddetto “linguaggio tecnico” che spesso non è accessibile a tutti. Durante le scene, sempre seguendo l’esempio di Boal, il pubblico si troverà a recitare la parte di spettatore attivo che può dare la propria opinione e può interagire nello spettacolo, diventando uno “spett-attore”. Ingresso gratuito.