AREZZO – Tra gli espositori, per i contatti commerciali avviati con i buyers internazionali e per gli stessi buyers che hanno constatato ancora una volta quanta qualità e creatività sia presente nella produzione orafa italiana e hanno mostrato una buona propensione all'acquisto. Un entusiasmo insomma che si è respirato tra padiglioni e stand e che regala spinte e motivazioni agli orafi italiani.
453 espositori (oltre il 10% in più rispetto al 2008), quasi 12.000 gli operatori registrati, con un incremento del 15% rispetto al 2008. Di questi circa il 26% stranieri (rispetto al 20% del 2008).
“Per la prima volta da tempo – spiega Giovanni Tricca, Presidente di Arezzo Fiere e Congressi – possiamo dire che qualcosa si sta muovendo in positivo. Il momento che stiamo attraversando è estremamente delicato e tutti i segnali che emergono da OroArezzo vanno accolti, valutati e messi a frutto. Invitare 260 buyers internazionali selezionati, che uniti ai numerosi compratori invitati dalle aziende stesse hanno costituito una vera e propria task force, è stato un doppio servizio fornito alle imprese italiane: hanno potuto infatti avviare accordi commerciali ma anche verificare direttamente attraverso i buyers le aspettative e le tendenze dei mercati internazionali e orientare così le produzioni per i prossimi mesi”.
Un invito dunque a tener duro, a mantenere attiva l'impresa, perchè proprio ora non si può cedere. A cosa potremo assistere nei prossimi mesi?
“Sicuramente ad una spinta produttiva non solo emozionale – sottolinea Raul Barbieri Direttore di Arezzo Fiere e Congressi – gli espositori di OroArezzo hanno certamente ricevuto utili imput per questo 2010: tra tutti quello di insistere sul plus che ci viene riconosciuto universalmente, ovvero la creatività del made in Italy “declinandola” per assecondare le diverse esigenze dei mercati internazionali. E Arezzo Fiere e Congressi con il Comitato Organizzatore, assisterà le Aziende con operazioni promozionali durante tutto l'anno, in Italia e all'estero”.
Forte anche l'impegno delle Istituzioni nazionali, tra i quali il Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per l’Impresa e l’Internazionalizzazione che durante il Convegno “La proprietà industriale per competere sul mercato tra innovazione e tutela”. Ha focalizzato l'attenzione sulla la necessità di proteggere le creazioni italiane nel mercato internazionale.
“In un settore dove la creatività gioca un ruolo determinante – ha dichiarato Marco Fanti, Tenente Colonnello della GdF presso il Ministero dello Sviluppo Economico – si rende necessario creare i giusti presupposti legali che impediscano ad altri di copiarti o di “anticiparti” nell’ambito di brevetti, marchi, disegni e modelli. Questo soprattutto su alcuni mercati esteri, dove questo rischio aumenta in misura espositori esponenziale. E tutelare se stessi serve a tutelare anche l’intero sistema, altrimenti esposto a veri e propri crimini come quello della contraffazione”.
Anche per questo il Ministero dello Sviluppo Economico consegnerà ai presenti degli opuscoli che, oltre a informare sulle procedure da seguire nel campo della tutela industriale, fornirà anche gli indirizzi e i riferimenti di 10 “desk” situati in altrettanti mercati esteri giudicati particolarmente a rischio e che sono, gratuitamente, al servizio delle imprese.
E tra i servizi dedicati alle imprese orafe italiane da rilevare anche quello offerto dall'Agenzia delle Dogane che ha messo a disposizione degli espositori, a titolo gratuito, un servizio di analisi gemmologica durante la quattro giorni aretina. Servizio questo di cui le imprese potranno usufruire rivolgendosi ai laboratori chimici delle Dogane di Roma e Vicenza dove operano periti gemmologi professionisti.
“Ma anche da Federorafi giungono segnali di cauto ottimismo – spiega Stefano De Pascale Presidente di Federorafi Nazionale – siamo al giro di boa, nei prossimi sei mesi vedremo se la ripresa è costante. Nel frattempo, per creare le condizioni più favorevoli, portiamo vanti il lavoro teso a migliorare le condizioni di esportazione per le nostre imprese, specie in quei paesi dove i dazi sono davvero penalizzanti”.
La fiera di OroArezzo – conclude un espositore – ci ha davvero messo nelle condizioni migliori per intensificare i nostri sforzi. Terremo costanti contatti con i buyers incontrati qui in fiera, in un'ottica di massimo rendimento con poca spesa. Nell'epoca di internet possiamo risparmiare in viaggi inviando news letter e e-mail mirate ai compratori internazionali con proposte e idee, nell'attesa di incontrarli nuovamente al successivo appuntamento fieristico.
E allora l'appuntamento è con la prossima kermesse fieristica di Arezzo Fiere e Congressi, forum ideale, piazza di scambi di antica memoria dove, nell'epoca di internet, il faccia a faccia tra lingue mondi diversi diventa momento creativo.