Roma, 8 lug. (AdnKronos) – “Ai socialisti europei, a partire dal tedesco Sigmar Gabriel, direi: la sinistra esiste in natura, se non la interpreti il rischio è che lo faccia qualcun altro. Magari più scomposto di te”. Per l’ex segretario dem Pierluigi Bersani, “meglio un’uscita a sinistra dalla crisi europea. Tsipras chiede più Europa, più solidarietà a differenza della Le Pen che in Francia chiederebbe meno Europa e meno solidarietà”, rimarca in un colloquio con Repubblica e in un’intervista al Fatto Quotidiano.
In Grecia “hanno vinto i poveracci, i giovani senza lavoro, i disoccupati, gli studenti che stavano con il No. Questo alla sinistra dovrebbe bastare perché è il nostro popolo”. Per Bersani ora “serve uno scatto di leadership europea. E l’Italia deve fare sentire la sua voce. Noi non siamo la Grecia, noi possiamo ben dire che se salta l’Italia salta l’Europa”. “Alla Germania – ricorda l’ex segretario del Pd – dopo il conflitto mondiale fu perdonato qualcosa di più mostruoso dei conti truccati della Grecia. E lo si fece, giustamente, per evitare nuovi guai”.
Ora sul fronte greco “si dovrebbe partire da alcune proposte che sono già state elaborate, in particolare da Vincenzo Visco e da un gruppo di esperti della Merkel, per chiedere due cose: la gestione comune di una parte del debito pubblico e dello squilibrio delle bilance commerciali dentro la zona euro. O si affrontano questi due temi o andiamo incontro a pericoli molto seri”, mette in guardia Bersani, e l’Italia “deve far sentire la sua voce, é un Paese troppo importante per non essere in grado di farsi sentire”.