Roma, 7 lug. (AdnKronos) – Cambia la governance dei porti italiani. Per superare tutti i limiti, le distorsioni e le inefficienze dell’attuale modello, arrivano le Autorità di sistemi portuali (AdSp), il cui numero non sarà superiore ai porti ‘core’. A prevederlo è il nuovo piano strategico nazionale della portualità e della logistica, approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri e ora trasmesso alle competenti Commissioni parlamentari.
“Un settore così strategico per lo sviluppo del Paese come quello della portualità e della logistica determina – evidenzia il testo del piano pubblicato sul sito del ministero delle Infrastrutture – la necessità di porre le scelte di pianificazione e gestionali nella mani di un soggetto pubblico che abbia il controllo delle risorse finanziari e/o possa efficacemente mettere in piedi accordi di partnership pubblico-privati finalizzati a reperire/integrare le risorse necessarie”. Un soggetto che sia “adeguatamente autonomo rispetto ai possibili condizionamenti di portatori di interessi locali (siano essi soggetti politici o economici) superando la debolezza e il localismo di molte delle attuali autorità portuali” e che “si possa porre quale interlocutore unico degli utenti, lato terra e lato mare, del porto, essendo titolare di tutte le competenze amministrative nonché in possesso delle capacità professionali e manageriali necessarie”.
Il modello ipotizzato prevede, dunque, l’istituzione di Autorità di Sistemi Portuali, che verrà realizzato attraverso atti legislativi successivi. Nelle AdSp, “potranno essere concentrate tutte le principali funzioni di promozione, pianificazione, gestione e controllo oggi attribuite alle Autorità portuali e in particolare tutte quelle previste in capo all’ente di gestione del porto dalla proposta di Regolamento Ue in materia di servizi portuali, con evidenti economie di scala, oltre che un sicuro recupero di efficacia, per alcune di esse (attività di promozione, pianificazione, di carattere tecnico”.