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Fincantieri: Wwf, decreto altoforno brutto segnale

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Milano, 5 lug. (AdnKronos) – Il provvedimento varato ieri dal governo per la riapertura dell’altoforno dell’Ilva di Taranto “è un brutto segnale” per il Wwf Italia che, in una nota, specifica: “il commento nel merito verrà diffuso non appena il testo sarà disponibile”, tuttavia “è doveroso evidenziare il gran brutto segnale che purtroppo questo decreto rappresenta: ambiente e salute sono ancora soccombenti rispetto agli interessi economici”.
Per l’associazione ambientalista, parte civile nel processo Ilva, ciò vale “anche sul profilo istituzionale, poiché il fatto che il governo debba intervenire con decreto dimostra come la magistratura di Taranto abbia applicato una norma di legge vigente: il diritto viene quindi scavalcato dalla politica e non è purtroppo la prima volta”. Se “‘la priorità è salvare i posti di lavoro’, come avrebbe detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi commentando l’approvazione del decreto”, il Wwf Italia sottolinea di “non sottovalutare affatto il gravissimo problema occupazionale del Paese”, evidenziando però che “l’espressione del presidente Renzi è la stessa usata da molti suoi predecessori tra gli anni ’70 e ’90 quando si trattò di Marghera o di Bagnoli, di Gela o dell’Acna di Cengio, di Genova Coroglio o di Piombino, di Porto Torres e della stessa Ilva, ormai giunta appunto all’ottavo decreto”.
“Voltare pagina rispetto al passato – aggiunge l’associazione – significa anche un’evoluzione culturale che permetta di non ricadere nel ricatto occupazionale che ha caratterizzato tutto il dibattito italiano delle industrie a rischio e delle aree di bonifica”. E, conclude, “significa avere il coraggio di attribuire le responsabilità a chi le ha facendo pagare, come previsto dalle normative europee ed italiane, anche per i danni ambientali causati”.