(AdnKronos) – In un “mondo globalizzato le questioni irrisolte – che si tratti dell’economia greca o dei conflitti dai quali fuggono i rifugiati – hanno e continueranno ad avere su di noi ripercussioni dirette,che ci piaccia o no. Sta a noi decidere – osservano Boldrini e Bartolone – se vogliamo affrontare queste sfide governandole con lucidità, lavorando sulle soluzioni, e dunque investire su un’Unione più solidale, al proprio interno e verso l’esterno, un’Unione politica, pienamente politica”.
Oppure “se intendiamo seguitare ad agitarci senza andare avanti. Il che significa cedere di fronte ai tanti populismi che sulla crisi economica e la retorica xenofoba stanno costruendole proprie fortune, e accettare che sulle rovine dell’ideale europeo volteggino soddisfatti i costruttori di muri. Siccome siamo degli ottimisti irriducibili, crediamo che sia possibile imboccare con decisione la prima strada. Speriamo che le due prove cui è sottoposta oggi la nostra Unione – concludono i due presidenti richiamando anche il tema della crisi greca – spingeranno ciascuno degli Stati membri a cogliere la misura dell’emergenza europea”.