(AdnKronos) – In assenza delle mappe di copertura fornite dall’operatore telefonico queste analisi costituiscono solo “valutazioni ipotetiche” e consentono “di dimostrare la possibilità di ipotesi alternative ancor più solide rispetto a quella proposta” dall’accusa, a dire di Reale. La ricostruzione cronologica alla base dell’ipotesi accusatoria, così come proposta nella relazione tecnica del consulente del pm, “è da ritenersi non solo priva dei necessari riscontri tecnici, ma di fatto altamente improbabile (se non addirittura impossibile) in virtù proprio delle misure prodotte in atti dal Ros e non analizzate per ammissione dello stesso consulente del pm”.
Una ricostruzione, a dire del consulente della difesa Paolo Reale, con “imprecisioni” e in cui “solo per i tentativi di chiamata avvenuti verso l’utenza di Elena Cesta viene adottata la corretta modalità interpretativa di ‘anticipare’ di circa un minuto l’orario in cui è stato iniziato il tentativo, mentre per le altre chiamate di ciò non viene tenuto conto”.
In particolare per l’esperto “ciò che non può essere scientificamente accettato è che l’ipotesi prodotta nella relazione” dell’accusa sia la ricostruzione “fedele ed univoca di quanto avvenuto” il giorno della scomparsa di Elena Ceste “nella fascia oraria intorno alle 9.00: troppi elementi tecnici, non tecnici ed errori concorrono a rendere detta ipotesi non condivisibile e altamente improbabile (se non impossibile) per gli agganci rilevati sul tabulato”.