Home Nazionale Caso Ceste: consulente difesa, tabulati non incastrano Buoninconti/Adnkronos

Caso Ceste: consulente difesa, tabulati non incastrano Buoninconti/Adnkronos

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Milano, 1 lug. (AdnKronos) – I tabulati telefonici non sono una prova contro Michele Buoninconti accusato dell’omicidio della moglie Elena Ceste e oggi alla sbarra nel processo che si è aperto al tribunale di Asti. Non è una considerazione solo del consulente della difesa Paolo Reale, ma è un’ipotesi su cui ora sono chiamati ad esprimersi anche i giudici che hanno deciso di acquisire la sua relazione informatica che entra, a pieno diritto, tra le carte del dibattimento che si svolge con rito abbreviato.
E’ il 24 gennaio 2014 quando Elena Ceste scompare dalla sua abitazione a Costigliole d’Asti – fu trovata senza vita il 18 ottobre a circa un chilometro da casa – ma la ricostruzione restituita dalla consulenza del perito dell’accusa non è l’unica possibile per Reale, già consulente di altri casi di cronaca come l’omicidio di Chiara Poggi o il delitto di Melania Rea. Tre, in sostanza, i punti contestati in una relazione di quasi 70 pagine consultata dall’Adnkronos.
L’esperto informatico mette in discussione il metodo utilizzato: “Stimare la posizione di un telefonino con la sola cella registrata nel tabulato non può essere sufficiente per confermare se lo stesso può risultare in un determinato punto del territorio, in quanto, con la molteplicità delle variabili in gioco, è solo possibile una stima ‘probabilistica’ e non ‘deterministica’ in un punto servito da più celle telefoniche”, evidenzia Reale. Tradotto: un cellulare può agganciare diverse celle, pur essendo nello stesso posto.